{"id":5799,"date":"2015-10-10T10:18:54","date_gmt":"2015-10-10T10:18:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=2851"},"modified":"2015-10-10T10:18:54","modified_gmt":"2015-10-10T10:18:54","slug":"imprese-e-pa-voglia-di-dialogo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/community.server2.webdistrict.it\/en\/2015\/10\/10\/imprese-e-pa-voglia-di-dialogo\/","title":{"rendered":"Imprese e PA: voglia di dialogo"},"content":{"rendered":"<p>Fare impresa \u00e8 una costante corsa a ostacoli. Non c\u2019\u00e8 solo il naturale impegno economico, produttivo e organizzativo nell\u2019affrontare le sfide quotidiane del mercato. Vi sono altri intralci alla competitivit\u00e0 che ne appesantiscono l\u2019azione, generati da un sistema paese inefficiente: le carenze infrastrutturali materiali e immateriali, la selva normativa. Soprattutto, la burocrazia e i suoi adempimenti. Aspetti che gravano da troppo tempo, al punto da generare irritazione, a volte sconforto. Com\u2019\u00e8 noto, una parte consistente della platea imprenditoriale \u00e8 costituita da aziende a gestione familiare, dove il management \u00e8 compreso nella sfera parentale. In queste realt\u00e0, a seguire le pratiche burocratiche \u00e8 direttamente il titolare o un suo parente, e ci\u00f2 racconta della concentrazione di funzioni che si realizza nelle imprese. \u00c8 in quelle pi\u00f9 strutturate che assistiamo a uno sganciamento di tale onere e a una delega nei confronti di un dipendente (il quale a sua volta, per\u00f2, toglie tempo ad altre funzioni). In definitiva, le pratiche burocratiche costituiscono un gravame, in misura inversamente proporzionale alle dimensioni d\u2019impresa. Che quindi necessiterebbe di aiuti maggiori in termini di sostegni, da un lato, ma soprattutto di semplificazione nelle procedure, dall\u2019altro. Anche solo queste poche considerazioni raccontano e motivano l\u2019insofferenza da parte delle imprese nei confronti di una burocrazia che sottrae tempo e risorse alle attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2855 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/2015-10-10-12.26.25-400x225.jpg\" alt=\"2015-10-10 12.26.25\" width=\"385\" height=\"216\" \/><\/p>\n<p>Una migliore interazione tra mondo dell\u2019impresa e pubblica amministrazione non \u00e8 un sogno, ma pu\u00f2 diventare un traguardo possibile. Alcuni passi sono gi\u00e0 stati compiuti: si pensi all\u2019autocertificazione o all\u2019istituzione dello sportello unico, all\u2019introduzione delle nuove tecnologie per facilitare l\u2019informazione degli utenti e lo svolgimento delle pratiche <em>on line<\/em>. Tuttavia, ancora molto rimane da fare soprattutto per quel che riguarda gli aspetti legati all\u2019organizzazione della \u201cmacchina\u201d pubblica: mancata interazione e sinergia tra i singoli uffici, lentezza degli iter burocratici, mancanza di soluzioni personalizzate per le singole realt\u00e0. Gli esiti della ricerca svolta fra gli imprenditori trevigiani (Community Media Research per Unindustria Treviso) mette in luce, per\u00f2, alcuni aspetti inediti e inattesi, che segnalano l\u2019avvio di una nuova stagione nei rapporti fra imprese a Pubblica Amministrazione (PA). Certamente, non mancano le situazioni eclatanti e perverse che le imprese subiscono, e giustamente diventano oggetto di denuncia. Tuttavia, nella parte prevalente degli imprenditori interpellati si registra un clima verso la PA sufficientemente positivo, sicuramente non entusiasta, ma neppure oppositivo. Il cambio di paradigma dello sviluppo impone la prospettiva di considerare diversamente il rapporto con la PA. A partire da un cambio di prospettiva culturale che gli stessi imprenditori sottolineano: mediante la diffusione di una cultura della legalit\u00e0 e dell\u2019eticit\u00e0 dei comportamenti innanzitutto all\u2019interno delle imprese; passando dalla protesta, alla proposta e all\u2019azione; dal considerare la PA una leva per la competitivit\u00e0. In una parola, nel pensarla come un\u2019infrastruttura per lo sviluppo. Infatti, una buona burocrazia \u00e8 necessaria per la trasparenza e un corretto funzionamento del mercato. Ma per troppo tempo non s\u2019\u00e8 investito sulla formazione dei funzionari. Lo stesso sistema produttivo ha mantenuto le distanze, lasciando il compito esclusivamente alla politica. Ora, il disegno di legge delega del Governo Renzi approvato ad agosto ha avviato il processo di riforma della PA a livello centrale, ma \u00e8 possibile intraprendere iniziative su scala territoriale. Ricercando innanzitutto, nel rispetto dei ruoli, una reciproca comunicazione, una maggiore conoscenza fra le diverse parti. C\u2019\u00e8 un cambiamento culturale da fare nella PA (con i funzionari) e verso la PA (da parte degli imprenditori). Cos\u00ec, dalla ricerca emerge, nonostante tutte le criticit\u00e0, una voglia di dialogo. L\u2019obiettivo \u00e8 creare una PA <em>friendly<\/em> verso imprese e cittadini. Per questo motivo, dev\u2019essere progettata come un\u2019infrastruttura per lo sviluppo, una leva per la competitivit\u00e0, in cui anche le imprese devono impegnarsi nello scrivere un nuovo patto, come propone la presidente degli Industriali di Treviso Maria Cristina Piovesana. Investendo nella PA, si capitalizza sul futuro, sulla competitivit\u00e0 delle imprese e del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fare impresa \u00e8 una costante corsa a ostacoli. Non c\u2019\u00e8 solo il naturale impegno economico, produttivo e organizzativo nell\u2019affrontare le sfide quotidiane del mercato. 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