{"id":5814,"date":"2016-12-27T10:52:27","date_gmt":"2016-12-27T10:52:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=4427"},"modified":"2016-12-27T10:52:27","modified_gmt":"2016-12-27T10:52:27","slug":"indagine-last-per-i-nordestini-un-2017-previsto-in-peggioramento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/community.server2.webdistrict.it\/en\/2016\/12\/27\/indagine-last-per-i-nordestini-un-2017-previsto-in-peggioramento\/","title":{"rendered":"#indagineLaST: per i nordestini un 2017 previsto in peggioramento"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019approssimarsi della fine dell\u2019anno, e l\u2019aprirsi del nuovo, induce a fare bilanci, a soppesare quanto \u00e8 avvenuto e prefigurare ci\u00f2 che si attende. E per i nordestini il 2016, in particolare, non si \u00e8 certo rivelato un anno facile. Se l\u2019economia ha dato, in generale, segnali di tenuta e di risveglio, tuttavia non siamo ancora di fronte a una ripresa del sistema produttivo nel suo complesso. In una condizione ancora di fragilit\u00e0 e incertezza della crescita, dopo lunghi anni di difficolt\u00e0, si \u00e8 abbattuta come un maglio la crisi delle due banche popolari venete, cui si aggiunge il corollario rappresentato da diverse BCC nordestine. Un vero e proprio tracollo le cui conseguenze sono ancora solo stimate sotto il profilo del reale impatto economico su imprese e famiglie. Senza considerare, poi, il prezzo che dovr\u00e0 pagare il sistema del credito regionale a causa di fusioni e accorpamenti fra istituti. Oltre al venire meno della fiducia e della reputazione di banche che rappresentavano un punto di riferimento e un\u2019identit\u00e0 per il territorio di riferimento: anch\u2019esse tutte da ricostruire. Queste vicende nordestine s\u2019innestano all\u2019interno di quadro pi\u00f9 generale dell\u2019Italia che non gode sicuramente di salute ottima.<\/p>\n<p>Difficolt\u00e0 economiche e instabilit\u00e0 politica sono il tratto comune da diversi anni: dal 2008 abbiamo avuto 5 governi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e ora Gentiloni), in media pi\u00f9 di un esecutivo a biennio. \u00c8 evidente che con un simile incedere qualsiasi attivit\u00e0 politica e azione riformatrice subisca blocchi (subitanei) e ripartenze (lente) di continuo. La ripresa pi\u00f9 volte evocata non arriva. Continuiamo a procedere per piccoli passi, mentre altre zone del globo corrono a velocit\u00e0 elevate. E in questa doppia velocit\u00e0, nella sindrome dello \u201czero-virgola\u201d, maturano condizioni sociali ed economiche progressivamente divergenti: aumentano i divari fra chi \u00e8 in grado di affrontare le difficolt\u00e0 e chi, invece, vede perdere progressivamente le proprie risorse, sospinto ai margini. In un simile contesto, diventa comprensibile che il bilancio della popolazione del Nord Est per il 2016 e soprattutto le previsioni per il 2017 non siano ispirate alla positivit\u00e0. Anzi, rispetto alla media nazionale gli orientamenti verso il futuro appaiono pi\u00f9 negativi. \u00c8 questo l\u2019esito generale che emerge dall\u2019ultima rilevazione di Community Media Research. Facendo una valutazione su come sono andate le cose nel 2016, mediamente il 44,9% dei nordestini non ha percepito cambiamenti sostanziali. Per contro, una quota analoga (45,2%) denuncia un peggioramento, mentre solo un decimo (9,9%) ha vissuto un miglioramento. La media nasconde alcune diversificazioni. Gli aspetti che non hanno avuto scostamenti particolari sono la lotta all\u2019evasione (57,5%), il reddito percepito (53,1%) e la sicurezza personale (50,9%). Le dimensioni che pi\u00f9 di altre, invece, sono avvertite peggiorate rinviano alla dimensione della politica (politica italiana: 56,6%; corruzione politica: 46,7%) e dell\u2019economia (economia italiana: 48,9%; pressione fiscale: 50,4%). Il fattore che ottiene la valutazione positiva \u00e8 la credibilit\u00e0 internazionale dell\u2019Italia, ritenuta migliorata dal 23,0% dei nordestini. In sintesi, la percezione della popolazione \u00e8 che nel 2016 l\u2019Italia abbia accresciuto la sua autorevolezza nelle relazioni con partner esteri, sia rimasta perlopi\u00f9 stabile nel reddito individuale e nella sicurezza, ma sia peggiorata la situazione economica e soprattutto politica. Cosa ci riserver\u00e0 il 2017, come andranno le cose il prossimo anno? In generale, emerge una visione pragmatica (o rassegnata?). Quanti attendono un miglioramento non si discostano dalla valutazione sul 2016. Poco meno di un decimo (8,5%) auspica vi sar\u00e0 un cambiamento positivo, in particolare per quello che riguarda la pressione fiscale (13,1%), la nostra credibilit\u00e0 sul piano internazionale (10,8%) e l\u2019economia nazionale (10,4%). Aumentano, invece, quanti ritengono che le condizioni generali rimarranno tutto sommato stabili (49,5%), soprattutto per ci\u00f2 che riguarda la sicurezza personale (58,7%) e il proprio reddito (57,4%). I due quinti dei nordestini (42,1%), per\u00f2, prefigurano un ulteriore peggioramento, specialmente sul versante della politica italiana (51,8%), della pressione fiscale (47,7%) e dell\u2019economia (45,5%). Si potrebbe sostenere che per il futuro prossimo la maggior parte della popolazione del Nord Est intraveda (e auspichi) scenari \u201cnon peggiorativi\u201d, considerato che le condizioni generali (politiche, fiscali ed economiche) sono percepite ancora fortemente critiche. Unendo le opinioni espresse sul bilancio del 2016 con quelle delle previsioni per il 2017 \u00e8 possibile individuare la mobilit\u00e0 di opinione degli intervistati fra un anno e l\u2019altro. In questo modo otteniamo tre gruppi. Il primo, e pi\u00f9 rilevante quantitativamente, \u00e8 dei nordestini che intravede una recrudescenza ulteriore delle condizioni, un \u201cdegradamento\u201d. Si tratta di una quota cospicua (49,1%) e ben pi\u00f9 elevata rispetto alla media nazionale (40,0%), annidata soprattutto in Veneto (54,3%), nei ceti medio-bassi (44,2%, lavoratori manuali, pensionati) e bassi (61,6%, operai, disoccupati). Il secondo gruppo somma una quantit\u00e0 analoga (47,3%): non muta la propria valutazione e sottolinea come il nostro paese resti ancorato alla sindrome dello \u201czero-virgola\u201d, alla \u201cstabilit\u00e0\u201d. L\u2019Italia \u00e8 considerata vischiosa. Ed \u00e8 interessante osservare come siano soprattutto gli abitanti del Trentino Alto Adige (52,6%), del Friuli Venezia Giulia (50,0%), il ceto medio-alto (68,4%, liberi professionisti e dirigenti) a rimarcare maggiormente quest\u2019orientamento. Il terzo gruppo, costituito da una quota largamente minoritaria (3,6%), all\u2019opposto avverte un miglioramento e una crescita fra i due anni, concentrato fra gli intervistati del Friuli Venezia Giulia (15,6%), dei ceti medio-alti (9,3%) e, soprattutto, alti (35,8%, imprenditori, manager).<\/p>\n<p>A cavallo fra i due anni nei nordestini prevale una pre-visione negativa, di ulteriore degradamento del paese. Al massimo si attendono condizioni \u201cnon peggiorative\u201d: un misto di adattamento e disincanto, di cautela e rassegnazione. Pochissimi scorgono una crescita, mentre molti fra i ceti medio-bassi e bassi intravedono una progressiva erosione delle loro opportunit\u00e0, anzich\u00e9 la possibilit\u00e0 di una mobilit\u00e0 ascendente. Ed \u00e8 questa polarizzazione nelle condizioni, come certificato dall\u2019Istat e dall\u2019esito del voto referendario, a muovere il malessere. Coesione e sviluppo dovranno essere i due paradigmi del futuro.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Finegil-p.-15.pdf\">Quotidiani Finegil, 27 dicembre 2016<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/il-Piccolo-p.-16.pdf\">il Piccolo, 27 dicembre 2016<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Messaggero-Veneto-p.-14.pdf\">Messaggero Veneto, 27 dicembre 2016<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Trentino-p.-1.pdf\">Il Trentino, 27 dicembre 2016<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Alto-Adige-p.-1.pdf\">Alto Adige, 27 dicembre 2016<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Il-Giornale-di-Vicenza_p.-9.pdf\">Il Giornale di Vicenza, 5 gennaio 2017<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research ha realizzato l\u2019Indagine che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 18 ottobre al 4 novembre 2016 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.486 (su 12.785 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,5%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/\">www.communitymediaresearch.it<\/a>.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019approssimarsi della fine dell\u2019anno, e l\u2019aprirsi del nuovo, induce a fare bilanci, a soppesare quanto \u00e8 avvenuto e prefigurare ci\u00f2 che si attende. 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