{"id":5820,"date":"2017-03-05T14:05:35","date_gmt":"2017-03-05T14:05:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/?p=4653"},"modified":"2017-03-05T14:05:35","modified_gmt":"2017-03-05T14:05:35","slug":"a-nordest-competizione-sinonimo-di-imprenditivita-ma-prevale-lo-statalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/community.server2.webdistrict.it\/en\/2017\/03\/05\/a-nordest-competizione-sinonimo-di-imprenditivita-ma-prevale-lo-statalismo\/","title":{"rendered":"A Nordest competizione sinonimo di imprenditivit\u00e0, ma prevale lo statalismo"},"content":{"rendered":"<p>Il cambiamento \u00e8 il tratto distintivo della nostra esperienza quotidiana. Veloce, a volte radicale, soprattutto improvviso e talora inatteso. Gli scenari mutano con elevata rapidit\u00e0. Nel giro di pochi anni siamo passati dal diffondersi della globalizzazione e dell\u2019apertura dei mercati internazionali, al riemergere con forza di spinte centripete, alla tendenza ai protezionismi e al riaffermare le sovranit\u00e0 nazionali. \u00c8 la conseguenza a un processo avvenuto in modo accelerato e disomogeneo, non adeguatamente regolato. I movimenti di opinione populisti e sovranisti, tesi a un ritorno alle vecchie regole, hanno buon gioco e trovano in una parte consistente della popolazione un\u2019accoglienza elevata. Il cambiamento non \u00e8 mai un evento neutro. Quando non genera sviluppo, ma una minore distribuzione della ricchezza e di opportunit\u00e0, induce resistenze. Ci\u00f2 avviene in quasi tutto il Vecchio Continente, ma nel nostro paese trova una particolare intensit\u00e0: l\u2019ascensore sociale si \u00e8 sostanzialmente bloccato e le speranze di una mobilit\u00e0 si sono ampiamente ridotte. La lentezza, poi, con cui stiamo uscendo da un lungo periodo di recessione appesantisce ulteriormente la percezione di vivere in un paese che non offre possibilit\u00e0 di sviluppo e di crescita. Cos\u00ec, una parte dei giovani decide di spostarsi all\u2019estero, alcune imprese collocano i loro centri decisionali e talvolta produttivi in parti del mondo pi\u00f9 dinamiche.<\/p>\n<p>Se a tutto ci\u00f2 aggiungiamo che l\u2019Italia rimane un paese ad alto tasso di corporativizzazione, dove l\u2019intreccio di interessi \u00e8 talmente vischioso da rallentare \u2013 se non bloccare \u2013 qualsiasi tentativo di riforma; dove si reclama il cambiamento, ma ci\u00f2 deve riguardare prima gli altri; dove la cultura dei \u201cdiritti a prescindere\u201c prevale su quella della \u201cresponsabilit\u00e0\u201d, possiamo comprendere come la \u201csindrome dello zero-virgola\u201d costituisca un meccanismo sociale e culturale, prima ancora che economico: temiamo il cambiamento perch\u00e9 potrebbe peggiorare le condizioni, anzich\u00e9 migliorarle. Dunque, meglio fare micro-aggiustamenti o addirittura rimanere fermi. Certo, \u00e8 fuorviante ingabbiare la totalit\u00e0 della popolazione in un simile perimetro. Anzi, parti consistenti sono portatrici di istanze di rinnovamento, di un diverso modo di concepire le prospettive dello sviluppo del paese. Ci\u00f2 non di meno, all\u2019interno di un\u2019articolazione di orientamenti prevalgono posizioni che esprimono una resistenza alle novit\u00e0, un timore a provare a uscire dalla crisi con modalit\u00e0 nuove. La ricerca ha sondato la popolazione su come sia meglio agire per uscire dalla perdurante situazione di difficolt\u00e0, se fare leva sulla libera iniziativa (mercato), sulle risorse della societ\u00e0 civile (sussidiariet\u00e0) o sull\u2019intervento pubblico (stato).<\/p>\n<p>La libera competizione nei diversi ambiti della societ\u00e0 e dell\u2019economia \u00e8 un aspetto che divide gli orientamenti. Per il 58,6% \u00e8 il modo migliore per uscire dalla crisi e avviare lo sviluppo, in particolare in Trentino Alto Adige (77,1%) e in Friuli Venezia Giulia (67,6%). Ma per una parte cospicua (41,4%) sarebbe foriera di un aumento delle disuguaglianze, soprattutto fra i veneti (45,5%). La competizione nel Nord Est, diversamente che dal resto d\u2019Italia, \u00e8 interpretata come una legittimazione del \u201cmerito\u201d, come l\u2019espressione di \u201cimprenditivit\u00e0\u201d. Forse non \u00e8 un caso, allora, che ad associare la competizione a un aumento delle diseguaglianze siano proprio i lavoratori dipendenti, mentre chi propende per una maggiore libert\u00e0 d\u2019azione sia chi \u00e8 collocato al di fuori del mercato del lavoro (giovanissimi e ultra 65enni, pensionati e casalinghe).<\/p>\n<p>Tutti i dati ufficiali, per\u00f2, rilevano come in Italia \u2013 diversamente dal resto d\u2019Europa \u2013 sia aumentata la povert\u00e0 e la disuguaglianza. Anche in questo caso, con quale modalit\u00e0 sarebbe pi\u00f9 opportuno agire al fine di diminuire simili fenomeni? Sotto questo profilo otteniamo un orientamento diverso dal precedente. Poco pi\u00f9 della met\u00e0 dei nordestini (53,6%) ritiene debba essere lo Stato a intervenire incrementando le politiche pubbliche, soprattutto in Friuli Venezia Giulia (58,8%) e in Veneto (55,6%). \u00c8 un orientamento particolarmente sostenuto dai pi\u00f9 giovani, dagli studenti e dai disoccupati ovvero da chi \u00e8 ai margini del mercato del lavoro.&nbsp; Viceversa, poco pi\u00f9 di due quinti (46,4%) considera positivamente una mobilitazione delle risorse della societ\u00e0 civile, in un\u2019ottica sussidiaria, attraverso la collaborazione fra cittadini, in particolare fra gli imprenditori e in Trentino Alto Adige (76,2%).<\/p>\n<p>L\u2019insieme di queste risposte aiuta a individuare quattro orientamenti dei nordestini fra prevalenza del mercato, dello stato e della societ\u00e0 nell\u2019aiutare il paese a uscire dalla crisi. In primo luogo, possiamo osservare una polarizzazione che vede contrapporsi una visione \u201cliberista\u201d (34,8%) a una \u201cstatalista\u201d (30,9%). Nel primo caso abbiamo quanti ritengono che la libera competizione e la collaborazione fra i cittadini siano le risorse principali per far ripartire il paese, in particolare in Trentino Alto Adige (72,5%). Nel secondo caso annoveriamo quanti ritengono la competizione apportatrice di disuguaglianze e per combatterla sia necessario incrementare l\u2019intervento dello stato, orientamento pi\u00f9 diffuso in Veneto (33,1%). In secondo luogo, incontriamo due gruppi pi\u00f9 contenuti: i \u201criformisti\u201d (23,1%) costituito da chi vede nell\u2019aumento della competizione lo strumento migliore per uscire dalla crisi, ma contemperato dall\u2019intervento pubblico nel calmierare le disuguaglianze, presente soprattutto in Friuli Venezia Giulia (32,3%); i \u201csussidiari\u201d (11,2%) che temono la competizione per le disuguaglianze che pu\u00f2 generare, ma ritengono la mobilitazione della societ\u00e0 civile la risposta migliore per ridurle, particolarmente presenti in Veneto (13,5%).<\/p>\n<p>\u00c8 un Nord Est controverso quello di fronte alle modalit\u00e0 di uscita dalle difficolt\u00e0. Diviso fra chi crede ancora nelle potenzialit\u00e0 (in tutto o in parte) dell\u2019autonomia e del far da s\u00e9 (46,0%). E chi ritiene pi\u00f9 importante l\u2019intervento pubblico (54,0%). Se pu\u00f2 risultare comprensibile, alla luce delle ferite della crisi, resta l\u2019interrogativo sulla sua sostenibilit\u00e0 economica.<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Finegil-p.-11.pdf\">Quotidiani Finegil, 5 marzo 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/il-Piccolo-p.-17.pdf\">Il Piccolo,&nbsp;5 marzo 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Messaggero-Veneto-p.-16.pdf\">Messaggero Veneto,&nbsp;5 marzo 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Alto-Adige.pdf\">Alto Adige, 11 marzo 2017<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Trentino.pdf\">Trentino, 11 marzo 2017<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: right;\">Daniele Marini<\/p>\n<p><em><strong>Nota metodologica<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Community Media Research, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Cassa Risparmio del Veneto, realizza l\u2019indagine che si \u00e8 svolta a livello nazionale dal 18 ottobre al 4 novembre 2016 su un campione rappresentativo della popolazione residente in Italia, con et\u00e0 superiore ai 18 anni. Gli aspetti metodologici e la rilevazione sono stati curati dalla societ\u00e0 Questlab. I rispondenti totali sono stati 1.566 (su 12.785 contatti). L\u2019analisi dei dati \u00e8 stata riproporzionata sulla base del genere, del territorio, delle classi d\u2019et\u00e0, della condizione professionale e del titolo di studio. Il margine di errore \u00e8 pari a +\/-2,5%. La rilevazione \u00e8 avvenuta con una visual survey attraverso i principali social network e con un campione casuale raggiungibile con i sistemi CAWI e CATI. Documento completo su <a href=\"http:\/\/www.agcom.it\/\">www.agcom.it<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.communitymediaresearch.it\/\">www.communitymediaresearch.it<\/a>.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cambiamento \u00e8 il tratto distintivo della nostra esperienza quotidiana. Veloce, a volte radicale, soprattutto improvviso e talora inatteso. Gli scenari mutano con elevata rapidit\u00e0. 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